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Ente Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane
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Attività 20/11/2017
Per molte specie di animali selvatici le attività di gestione degli Enti interessati mirano alla protezione, alla conservazione e alla salvaguardia di popolazioni in declino o in pericolo di estinzione e prevedono misure atte a favorire l’incremento numerico di tali popolazioni.

Nell’area protetta del Parco Naturale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, negli ultimi anni si è assistito ad un vertiginoso aumento del numero dei cinghiali, rendendosi responsabile di ingenti danni all’agricoltura.
L’impatto della specie deriva, quasi sempre dall’elevata densità raggiunte dalle popolazioni locali e dal fatto che, nella maggioranza dei casi queste non sono sufficientemente controllate dai predatori naturali.

Al fine di gestire una popolazione di animali selvatici è necessario determinare quali sono consistenza e distribuzione della popolazione i esame, quali i suoi rapporti con le fito-cenosi e le zoocenosi, del territorio in esame, e quale l’impatto della specie sulle attività antropiche.

Conoscere la densità dei cinghiali e riuscire a prevedere l’andamento demografico risulta pertanto un importante strumento per l’applicazione delle corrette misure di gestione della specie.

Nell’area naturale inoltre sono presenti numerose specie di mammiferi selvatici, caratterizzate da comportamento elusivo, abitudini notturne e difficilmente osservabili.

L’Ente Parco, per sopperire alla carenza di informazioni scientifiche del territorio sull’effettiva presenza dei selvatici e nell’obbiettivo di creare una banca dati; in questa stagione invernale ha avviato una campagna di censimento delle specie selvatiche, da cui è emersa subito la presenza di specie molto rare e di elevato interesse conservazionistico come il Lupo (Casis luupus), la Lontra (Lutra lutra), il Gatto selvatico (Felix silvestris), l’Istrice(Istrix cristata), e il Tasso (Meles meles).
 
Progetto Lepre Italica

Progetto Lepre Italica

Nell’ambito delle ricerche sulla fauna selvatica condotte all’interno del territorio protetto è stata recentemente rivelata la presenza della Lepre italica (Lepus corsicanus).

La Lepre italica, endemismo dell’Italia centro – meridionale, è caratterizzata da un elevato interesse conservazionistico e biogeografico ed è considerata specie minacciata d’estinzione secondo i criteri dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources).

Valutata l’importanza del recente ritrovamento della specie, rara non solo per la Basilicata ma per tutto il territorio mediterraneo italiano, all’interno del Parco è stato avviato il “Progetto Lepre italica” al fine di garantirne la conservazione e l’incremento numerico.

Il progetto prevede tra gli obiettivi principali il monitoraggio degli ambienti prioritari per la specie, lo studio delle popolazioni e la realizzazione di un allevamento sperimentale all’interno di una struttura opportunamente progettata, che costituirà l’Area Faunistica della Lepre italica.

Gli stessi Enti, nell’ambito delle proprie finalità di tutela, qualificazione ed incremento della fauna selvatica e della biodiversità, hanno promosso un progetto per la reintroduzione del Capriolo italico.

L’obiettivo principale del progetto è censire la popolazione, monitorare gli ambienti prioritari ed avviare un allevamento sperimentale della specie a partire da alcuni soggetti provenienti dall’ambiente naturale, già allevati all’interno dell’area faunistica della Lepre italica.

Tra gli interventi di grande interesse a carattere conservazionistico ed in grado di arricchire la biodiversità degli ecosistemi, è stato avviato un progetto di reintroduzione del Capriolo italico (Capeolus capreolus italicus).

Il ritorno di questa specie, estinta nel territorio alla fine dell’ottocento, ed un suo auspicabile incremento numerico, oltre a contribuire all’ampliamento dell’areale di presenza della specie in Italia, oggi molto ridotti e separati ecologicamente tra loro, riveste un ruolo considerevole per il miglioramento dello status dei grandi carnivori, rappresentati, in particolare in Basilicata, dal Lupo (Canis lupus).

 
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