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Progetti 20/11/2017
Comuni e relativamente abbondanti sono le solanacee , una famiglia di ortive assai provvida di piante alimentari. Rare e scarse sono risultate però le piante che potrebbero rivelarsi di origine autoctona o appartenenti a varietà antiche.
Tra le prime possiamo citare il pomodoro Vr’nìl (=invernale), piccolo, tondo e dalla buccia dura e gialla che viene seccato per il consumo invernale. Più incerta è l’attribuzione ad una varietà antica dei pomodoro Arsicolo, per la sua resistenza alla siccità (foto 9); Jascariedd, che per la forma del frutto sembra appartenere alla tipologie dei pomodori lampadina, Pizzulicch’ (tipo ciliegino), Cuore di Bue e San Marzano (foto 10). Per quanto riguarda questi ultimi tipi di pomodoro, relativamente da mensa e da salsa, il dubbio è giustificato dal fatto che il nome di varietà anticamente coltivate nel Mezzogiorno venga attualmente usato per indicare varietà commerciali.
 
Diffusa ma scarsa è la coltivazione di peperoni e l’origine locale sembra abbastanza probabile nel caso del Cerasidd’ (tondo e piccante) in alcuni casi chiamato A Mus’ d’ vitedd (= a muso di vitello) e del Corna di capra (del tipo Peperoni di Senise, foto 11) anche se questo termine accomuna due tipi di peperoni da seccare: il, primo dalla forma allungata e probabilmente antico (viene anche chiamato con il nome di Zafarana, equivalente a crusco), il secondo di forma più corta e probabilmente in trodotto dall’esterno. Nella foto 12 è possibile distinguere le due tipologie di peperoni all’interno della serta.
 
Lo stesso ragionamento vale per le varietà maggiormente diffuse di patata (foto 13): la Rossa di montagna a polpa gialla e a polpa bianca (presente ad Accettura e ad Oliveto, assente nel resto dell’area) potrebbe comprendere genotipi antichi (foto 14), mentre sicuramente introdotta dall’esterno è la patata bianca a polpa gialla
 
 
     
 
 
         
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