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Ente Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane
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Progetti 18/11/2017
Le varietà antiche e locali delle piante a ciclo breve (annuale o biennale) sono particolarmente esposte al rischio di erosione genetica: basta una breve interruzione del reimpiego annuale del seme originario e la sua sostituzione con sementi commerciali o piantine acquistate al vivaio, o una diversa destinazione produttiva della terra. Quando questo accade diffusamente (come è accaduto negli ultimi 50 anni anche nelle nostre campagne) si produce la perdita del genotipo fino allora coltivato a livello di un intero comprensorio. A questo processo si aggiunge l’introduzione di piante non prima coltivate e, nella generalità dei casi, di provenienza esogena e di produzione commerciale.

Molte piante erbacee trovate negli orti della Salandrella hanno una origine esogena ma, e questo è il primo elemento di differenziazione rispetto a indagini analoghe svolte in altre zone della Basilicata, anche le piante acquistate vengono coltivate fino alla produzione di seme che viene reimpiegato di anno in anno.

Questo procedimento (forse l’elemento più comune in tutti i siti rilevati in zona) non serve in alcun modo a “rinaturalizzare” le varietà commerciali, tuttavia rappresenta una attitudine che può rivelarsi utile in un programma di reintroduzione di varietà autoctone. Inoltre, grazie alla propensione al reimpiego della semente, si può ipotizzare che un certo numero di varietà autoctone sia scampato all’estinzione. L’indizio a favore di tale ipotesi è nella traccia del loro nome locale e nella capacità degli intervistati di poterne descrivere precisamente le caratteristiche, quando non è stato possibile prelevare dei campioni sui quali si sta procedendo alla identificazione tassonomica.
 
La presenza delle diverse specie/varietà di piante negli orti può essere classificata in funzione di due criteri:

> la diffusione, espressa dal numero di siti in cui sono state rilevate le piante, porta alla loro definizione come rare o comuni;

> l’entità, espressa dal numero di piante presenti all’interno del singolo sito, porta alla definizione come scarse o abbondanti. In genere le piante, per le quali si può ipotizzare un’origine autoctona, ricadono nella categoria raro/scarso , con qualche eccezione che evidenzieremo di seguito.
 
 
     
 
 
         
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