Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane  
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Ente Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane
LocalitÓ Palazzo
75011 Accettura (MT)
Basilicata - Italy
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Tel. +39 0835 675015
Fax +39 0835 1673005

info@parcogallipolicognato.it
 
 
   
Storia del territorio del Parco
La presenza umana nel territorio di Gallipoli Cognato ha origini remotissime, come testimoniano i reperti rinvenuti nell’area di Monte Croccia (in particolare nella Grotta di Pietra della Mola) risalenti all’età neolitica (12.000 - 8.000 anni a.C.). È verosimile che anche in epoche successive ci siano state forme più o meno irregolari di insediamenti umani, così come testimoniato dai ritrovamenti a Tempa Cortaglia (nei pressi di Accettura) di urne cinerarie risalenti all’età del bronzo (4000 - 2000 anni a.C.). Tra il 1300-1200 a.C. fanno capo le prime consistenti immigrazioni provenienti dall’Anatolia, attuale Turchia, organizzate in tribù, i Lyki, che diedero il nome alla regione Lucania e che si stabilirono nell’alta e media valle del Basento.
 
Banca dati dei presidi storici del Parco
Per conoscere le strutture archeologiche e architettoniche censite dal Parco è disponibile la banca dati con le seguenti categorie:
 
I primi insediamenti stabili sono databili intorno al VI - IV sec. a.C., quando gruppi sociali di origine osco-sannita fondarono la città lucana di Croccia Cognato. Edificato a 1.149 metri di altezza e difeso da una imponente cinta muraria della lunghezza di oltre 2 Km., il nucleo abitativo presenta una tecnica di costruzione sicuramente ereditata dai greci. Da questi ultimi, infatti, i Lucani mutuarono le tecniche costruttive delle opere di difesa, realizzate in blocchi di pietra squadrata che formavano cinte murarie lunghe diversi chilometri.

A partire dal III sec. a.C. la supremazia di Roma determinò il declino sia della civiltà greca che di quella lucana. Della città lucana di Croccia Cognato e degli altri centri fortificati si persero gradualmente le tracce, finché l’intera area fu destinata esclusivamente al pascolo estivo delle mandrie delle fattorie romane.

Nei secoli che seguirono la fine dell’Impero romano, la Basilicata fu travagliata dalle invasioni di popolazioni barbare provenienti dal Nord Europa e fu solo a partire dal X sec d.C. che quest’area della regione tornò ad essere popolata stabilmente. Per molti anni vi convissero i monaci bizantini (fondatori dello scomparso insediamento monastico di S. Maria del Rifugio, nei pressi di Tricarico) i Saraceni (ai quali si attribuisce l’edificazione del Castello di Pietrapertosa) e le popolazioni locali rifugiate in quello che probabilmente fu il paese medioevale di Gallipolis, i cui resti sono visibili sulla sommità di Timpa Castello nei pressi del "Palazzo". Antico convento, il "Palazzo" fu fondato intorno al 1100 da S. Guglielmo da Vercelli insieme al convento di S. Maria di Serracognato (attuale Cappella Cognato).

Le frequenti carestie ed epidemie di peste che caratterizzarono i secoli successivi (in particolare il XIV e XV sec. d.C.), provocarono un consistente spopolamento di molti centri dell’area e tale situazione si protrasse per tutto il XVII sec; solo a partire dal XVIII sec. si cominciò ad assistere ad una lenta ripresa degli insediamenti. Secolo decisivo per il territorio di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane fu certamente l’800; in questo periodo, infatti, l’intera area subì un processo di antropizzazione i cui segni sono ancora oggi evidenti.

Tra le iniziative maggiori ricordiamo: l’insediamento del Corpo Forestale dello Stato nell’ex convento di Palazzo; la costruzione di numerose caserme forestali, di vivai e di masserie; la messa a coltura di terreni che fino a quel momento avevano avuto una importanza marginale. Numerosi, infatti, sono i Jazzi presenti nel territorio di Accettura, a testimonianza dell’importanza dell’allevamento ovino e caprino. Insieme ai centri abitati si svilupparono, pertanto, anche significativi insediamenti rurali nei territori di Accettura ( Valmiletta, Valdienne) di Pietrapertosa (Castagna, Casieri, Abetina) e di Castelmezzano (Calcesia), conferendo al paesaggio un aspetto del tutto originale e che tuttora costituisce elemento singolare e peculiare di questi luoghi.
 
 
         
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